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Samsung ci riprova: Note 5 e S6 edge Plus avranno prezzi stellari

Troppa concorrenza a prezzi più bassi, e non solo: ecco perché le grandi case come Samsung si trovano di fronte a un bivio

E se i nuovi Galaxy Note 5 e Galaxy S6 edge Plus fossero gli ultimi phablet di questo genere? L’epoca dei dispositivi dal grande schermo e dai prezzi alti potrebbe essere arrivata al capolinea, in particolare per Samsung.

Intendiamoci: nei prossimi anni vedremo ancora phablet premium come gli ultimissimi presentati dai coreani, ma una serie di trasformazioni in corso nel mercato rendono sempre meno concorrenziali (e quindi redditizi) gli smartphone maxischermo con range di prezzo dai 700 dollari a salire (sia Note 5 che S6 edge Plus dovrebbero costare da 800 euro in su, a seconda della versione).

I motivi di questa mutazione sono molteplici. Il primo è la conseguenza naturale del costante abbattimento dei costi di produzione: ormai si può realizzare uno smartphone con meno di 50 dollari o, in attesa dell’Android One di Google, acquistarne uno decoroso per un centinaio. Così, anche per i dispositivi mobili di grande display e fascia alta l’aspettativa dei prezzi si è notevolmente abbassata.

 

La concorrenza sta tarpando le ali al colosso coreano, che qualche anno fa aveva di fatto creato la categoria dei phablet premium. Sono soprattutto i produttori cinesi come Xiaomi, Huawei, OnePlus e Lenovo (attraverso la sua Motorola) a insidiare Seoul, con smartphone big size di qualità che costano centinaia di dollari in meno rispetto alle serie S6 e Note. Fra l’altro tutti bene o male legati al sistema operativo Android, elemento di concorrenza in più.

Siamo anche di fronte a un cambiamento di paradigma: senza un marchio che faccia da traino con prodotti innovativi come ha fatto Apple fino all’iPhone 5, la vera sfida del mondo mobile si è spostata sui prezzi, soprattutto nella gamma più alta. Vince chi fa il prodotto dal migliore rapporto qualità-prezzo, e se sul mercato si trovano phablet che costano la metà di altri pur avendo caratteristiche simili, imporre i propri diventa dura per aziende come Samsung, Sony, LG e HTC. Che non a caso stanno registrano perdite economiche importanti.

In più, è cambiato anche un altro trend. Se fino a poco fa le compagnie telefoniche offrivano smartphone e soprattutto phablet a prezzi scontatissimi a fronte di contratti magari biennali, ora operatori come T-Mobile e Verizon negli USA stanno chiudendo con la politica degli sconti e costringono i clienti a pagare il prezzo pieno dei gadget.

E non dimentichiamo Apple: iPhone 6 Plus ha sbaragliato il mercato dei phablet contribuendo alla crisi di Samsung, che è stata costretta ad abbassare notevolmente i prezzi del nuovo S6 a pochi mesi dall’uscita. Probabilmente, con un cartellino simile a quello del Galaxy S5, il modello S6 avrebbe venduto molto di più, il che indica che forse ormai i consumatori non sono più convinti di pagare così tanto per un prodotto del genere, pur eccellente.

In uno scenario come quello che va delineandosi, Samsung dovrà decidere se continuare ad affrontare Apple nella stessa fascia, o piuttosto se ripensare alle sue politiche di prezzo posizionando i suoi gadget un gradino più sotto, eventualmente limando anche il foglio delle specifiche. Il Note 5, insomma, potrebbe rappresentare per l’azienda uno spartiacque.

E resta ancora da capire cosa succederà con il prossimo smartphone di Cupertino annunciato per settembre.

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